And the winner is…Silver Knight

Love Moto

La prima edizione di Lord Of The Bikes ha decretato il vincitore, o sarebbe meglio dire i vincitori visto che erano una squadra…

Hanno vinto quelli meno quotati, rispetto ai rivali , OMT Garage ha dimostrato una grande maestria nella progettazione e lavorazione realizzando un capolavoro e non trovo nessuna difficoltà nel condividere pienamente il giudizio dei giudici .

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=EmyroYWFAag]

Come in ogni puntata è stato assegnato un tema e per la finale è stato “Una moto per un Gentlemen” e loro hanno centrato l’idea costruendo una moto che dimostra personalità e un eleganza minimalista , quasi a ricordarmi le opere di Hazam Motorworks.
Questa volta però invece di lavorare su delle V7 si sono dati battaglia sulla base delle nuove V9.
Parentedo da un bozzetto su di un foglio e da alcuni dettagli che erano punto fermo del progetto hanno iniziato a lavorare. 

“Il nome scelto è “Silver Knight”. Le parti in acciaio hanno sempre il colore grigio silver, così come le verniciature del motore. “Knight” significa cavaliere: definizione appropriata, visto che alla sua guida è chiamato un vero gentleman…”
La moto è uno spettacolo, ma dobbiamo dire che abbiamo trovato qualche difficoltà non prevista.
Per poter adattare il mozzo cardanico della ruota posteriore, abbiamo dovuto costruire il mozzo ricavandolo dal pieno di alluminio; ma, dopo averlo costruito, abbiamo scoperto che aveva delle tensioni fortissime.
Abbiamo trovato il rimedio raffreddando più lentamente il cerchio dentro al forno, abbassando la temperatura lentamente da 200° a 0° (10° ogni ora).

Una seconda grossa difficoltà è stata quella di far entrare la pompa originale della benzina nel nostro serbatoio. Soluzione trovata grazie a saldature certosine sul serbatoio e trattamento interno.
Dovendo rigestire il progetto, rifaremmo tutte le nostre scelte; ma questa volta un rimpianto c’è: nel progetto iniziale tutti i cavi del manubrio avrebbero dovuto essere interni e a scomparsa. Purtroppo il cavo della frizione risultava troppo duro da innestare, quindi, dopo aver smontato tutto, abbiamo dovuto usare una classica leva. Se solo avessimo avuto più tempo…

Viste le tante lavorazioni, ben 330 di lavoro necessarie mi sentirei d suggerire di realizzare uno special sulle fasi di lavorazione, di sicuro farebbero la felicità di tanti appassionati che sono sempre curiosi di vedere i lati tecnici e anche per dare il giusto riconoscimento al lavoro , ma sarebbe da estendere anche alle altre squadre che hanno lavorato duramente e sarebbero ben contenti di mostrare la pubblico tutto quello che c’è dietro ad un prodotto finito.

Questa prima edizione è terminata, speriamo che ci sia una seconda edizione e che l’esperienza fatta con questa sia utile per limare alcuni errori e per confezionare un prodotto ancor più allettante.  

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