Attrezzo Maschio

Love Moto

Gli amici sanno che la mia Triskell è stata per lungo tempo in garage per qualche problema meccanico e dopo tanti mesi ho trovato il tempo di portarla a fare un giro in montagna, o come lo chiamo io “Il Parco Giochi” 

Me lo aveva fatto capire che aveva bisogno di uscire “Fammi uscire portami a fare un giro qui dentro è buio e mi sento sola ” sembrava volesse dirmi ( si perchè la mia moto mi parla, la vostra no ? )

Quindi in perfetta stile fuga, questa mattina sono uscito presto per andare a fare un giro in moto.
Passo felpato e attento per non fare rumore e svegliare la famiglia e per poter uscire indisturbato.
Bene arrivato in garage, che dista qualche decina di kilometri, la buona notizia è che la moto si è messa in moto senza problemi ..e questa è già un vittoria .
Salgo in sella inizio ad andare e capisco che è tanto che non ci salgo, avevo dimenticato quanto fosse dura e pesante, un vero attrezzo, rude e duro ..con il passare dei kilometri mi ricorderà la sua vera natura .

La temperatura nonostante il sole non si ancora alto inizia a farsi sentire, il casco il giubbotto, guanti stivali fanno sentire la loro presenza infatti sono già un bagno di sudore .
Passare per la città in direzione Etna è già un supplizio, la posizione caricata in avanti e il manto stradale rovinato fanno sentire tutte le asperità su mani e polsi.
Appena la strada si allarga il ritmo si alza e il motore libero di respirare fa sentire tutto il suo sound , le curve iniziano a susseguirsi e la Triskell mi ricorda quale è la sua posizione preferita…in piega, dove non si è costretti a lavorare sui freni con forza ma solo seguire l’andamento della strada .
Il peso nonostante la cura dimagrante è sempre elevato e con il passare dei kilometri si fa sentire .
Pure il caldo aumenta e con le la stanchezza, ma sento che sto ritrovando il feeling con la mia moto, credo che se la facessi provare a qualcuno ne resterebbe traumatizzato.
In cima trovo sempre qualche amico e gli sguardi sono tutti per lei, gente che chiede informazioni o fa complimenti, ma di cafe racer in giro non ce ne sono, tutte supersportive, anche se sembro fuori posto lei ed io facciamo la nostra figura .

Il giro continua verso l’altro versante della montagna, ormai che sono riuscito ad avere la mattina libera provo a sfruttarla nel migliore dei modi .
Complice una carburazione non perfetta, un pò troppo magra , mi costringe a guidare bello allegro tenendo il motore a un numero di alto quindi niente guida contemplativa ma anzi un pò impegnativa .
Torno alla base stanco e sfatto, mi sembra quasi di aver fatto 15 round contro un avversario duro come la roccia, ma felice, contento, appagato, soddisfatto…sopratutto vivo.
La cosa buona è che scendendo dal mio tre cilindri e risalito sul vecchio e fidato muletto, un monocilidrico giapponese , mi sembra di guidare un bicicletta, leggera e facile come poche e il polso abituato a dare il gas mi fa andare in giro come se fossi un teppista urbano .

Se penso alle moto moderne e alla loro facilità di guida, l’unica immagine che riesco ad associare alla mia Triumph e quello di un attrezzo maschio come quello che si poteva trovare 100 anni fa nella palestre, creato per per forgiare uomini duri.
Quindi la mia non è una moto ma un attrezzo per uomini veri, per maschi.
Bella, brutta, comoda, veloce…non ha importanza perchè lei mi regala sempre emozioni e per questo che difficilmente mi separerò mai da lei .    

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